• Risparmio Energetico per il Riscaldamento

    Indipendentemente dall’impianto prescelto, sia esso a caldaia ecologica o a pannelli radianti, vi sono alcune regole o buone prassi che devono essere note e possibilmente messe in pratica da coloro che hanno di mira un utilizzo intelligente delle risorse.

    La prima buona prassi riguarda la necessità di progettare accuratamente l’impianto di riscaldamento al momento della costruzione o della ristrutturazione dell’immobile. Non conviene montare un impianto a pannelli solari in una casa esposta a nord con poche ore di irraggiamento nei mesi freddi; ugualmente ha poco senso prevedere un pavimento molto isolante qualora si optasse per la scelta dei pannelli radianti da pavimento.

    Impianto di Riscaldamento Autonomo

    La caldaia autonoma ha valore in autonome unità abitative o in complessi che riuniscono pochi alloggi comuni (ville bifamigliari o palazzine con 3 o 4 appartamenti); certo ha il vantaggio di rendere il consumo totalmente autonomo e va preferita nelle seconde case dove la permanenza è sempre ridotta e imprevedibile quanto ai tempi dell’anno.

    Impianto di Riscaldamento Centralizzato

    La caldaia comune ossia il riscaldamento centralizzato è invece più economico per la maggior parte delle case, di solito inserite in contesti condominiali di diverse decine di unità abitative, soprattutto nei maggiori centri urbani.

    Quando è centralizzato il riscaldamento può comunque essere regolato mediante valvole posizionate in ciascuna porzione residenziale; nei sistemi moderni alle valvole è connesso un sistema di fatturazione a consumo individuale, da rapportare a quello dei restanti condomini, annullando il maggior difetto dei sistemi centralizzati.

    Le spese di manutenzione sono suddivise e ai condomini è dato realizzare economie di scala nell’acquisto del combustibile; la scelta stessa di una caldaia più avanzata tecnologicamente (si pensi alle caldaie ecologiche a condensazione) è impossibile in unità individuali a meno di non rimetterci economicamente.

    Infine è bene ricordare che tutti gli impianti di riscaldamento/rinfrescamento possono essere collegati a un cronometro di programmazione su periodi giornalieri, settimanali e addirittura mensili. l’accensione e lo spegnimento saranno così eseguiti automaticamente, pianificando a tavolino le risposte migliori alle reali esigenze, variabili a seconda dei giorni della settimana e all’interno della stessa giornata.

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  • Decreto 50% sulle ristrutturazioni finalmente approvato!!!

    Bonus ristrutturazioni al 50%. Il “decreto crescita” è in Gazzetta

    Con la pubblicazione del provvedimento, immediatamente operative le misure adottate dall’Esecutivo per sostenere lo sviluppo e la ripresa economica del Paese

    Grosso input alle ristrutturazioni edilizie. Sale dal 36 al 50% la detrazione delle spese sostenute fino a tutto giugno 2013 per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Stessa percentuale per le opere di riqualificazione energetica degli edifici realizzate nel primo semestre del prossimo anno. Torna l’imponibilità Iva sugli immobili abitativi ceduti o locati dalle imprese di costruzione. Credito d’imposta per chi assume personale altamente qualificato. Sono le principali novità fiscali contenute nel Dl n. 83/2012(“Misure urgenti per la crescita del Paese”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 26 giugno.Più sconti fiscali dalle ristrutturazioni edilizie L’articolo 11 del decreto innalza la percentuale di detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. A partire dalla data di entrata in vigore del decreto (26 giugno 2012) e fino al 30 giugno 2013, il “bonus ristrutturazioni” sale dal 36 al 50%, da calcolare su una spesa massima di 96mila euro per immobile, importo doppio rispetto all’ordinario limite  di 48mila euro. Per le spese di riqualificazione energetica degli edifici già esistenti, invece, fino al 31 dicembre di quest’anno resta ancora valida la percentuale di detrazione del 55%. Nel primo semestre del 2013, dal 1° gennaio al 30 giugno, questi interventi – che secondo quanto stabilito dal Dl n. 201/2011 sarebbero dovuti confluire nella disciplina delle ristrutturazioni edilizie (articolo 16-bis del Tuir), con detrazione quindi del 36% – saranno anch’essi ”premiati” al 50%, fermi restando gli importi massimi di detrazione attualmente in vigore, diversi a seconda del tipo di intervento.

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  • Ristrutturazioni, solo fino al 30 giugno 2013 il bonus del 50%

    Miyabi_1 Ristrutturazioni Secondo l’ultima versione del decreto, restano ferme le soglie di detrazione per stimolare gli interventi di ristrutturazione edilizia, ma si accorciano i tempi per beneficiarne. E’ confermato l’innalzamento dal 36% al 50% della percentuale di detrazione e il raddoppio del tetto di detrazione per ogni unità immobiliare da 48 mila a 96 mila euro. Ma con un nuovo limite di tempo: il 30 giugno 2013 invece del 31 dicembre 2014.

    Il beneficio fiscale per il rilancio dei piccoli interventi in edilizia è andato via via erodendosi. Ricordiamo infatti che inizialmente era stato proposto un passaggio strutturale, cioè a tempo indeterminato, dal 36% al 50%, limitato in un secondo momento alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2014. Se fosse confermata l’ultima versione del decreto, resterebbe solo un anno per usufruire delle misure incentivanti.

    Riqualificazione energetica Doppio taglio per lo sconto fiscale sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Il bonus del 55%, in scadenza al 31 dicembre 2012, potrebbe essere prorogato al 30 giugno 2013, ma con una percentuale di detrazione ridotta al 50%.

    Anche in questo caso, la situazione delineata in fase di prima stesura del decreto era diversa. Si è passati infatti dall’ipotesi di stabilizzazione del 55%, alla proroga fino al 31 dicembre 2013, per poi scendere al 36%, come stabilito dalla Manovra Salva Italia, a partire dal primo gennaio 2014. In caso di conferma dei contenuti, quindi, si avrebbe una proroga di soli sei mesi e un’aliquota ridotta dal 55% al 50%.

    I motivi dello slittamento A far mancare l’appuntamento del decreto in Consiglio dei Ministri potrebbe essere stata la complessità dei contenuti o il disaccordo sui capitoli di spesa. La maggiorazione degli incentivi richiederebbe infatti una spesa per lo Stato, che si troverebbe a dover fronteggiare minori entrate, solo in parte compensate dal maggior gettito di imposte determinate dall’aumento degli intervent

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