• Articolo di Panorama sull'antisismica

    Pubblichiamo  questo  articolo tratto da Panorama, dove spiega che si possono mettere in sicurezza le nostre vecchie case, attraverso la ristrutturazione seguendo le normative antisismica progettate da Ingegneri abilitati. Non lasciamo che il nostro bene più prezioso venga distrutto, prevenire e meglio di curare.

    ARTICOLO SU PANORAMA di Nadia Francalacci

    Come rendere antisismica la tua vecchia abitazione

    Trasformare le vecchie case in edifici antisismici? Lo si può fare e anche prezzi contenuti. Non occorre demolire e ricostruire ma solamente apportare piccole modifiche strutturali tali da rendere l’edificio ”dinamico” alle scosse sismiche.

    Paolo Frediani,  sismologo direttore dell’Osservatorio Sismico Apuano, dodici anni fa,  ha ristrutturato la propria abitazione, una struttura costruita negli anni Cinquanta,  rendendola “resistente” al terremoto con un investimento di “soli” 48 milioni di lire che grazie alle detrazioni, sono diventati poco più di 20 milioni. In sostanza,10-13 mila euro circa.

    Geometra Paolo Benvenuti, lei ha progettato e seguito la ristrutturazione dell’abitazione del sismologo Paolo Frediani. Com’è riuscito a trasformare la vecchia villetta in un’abitazione che non uccide? I cedimenti strutturali che si verificano durante un sisma sono dovuti in gran parte all’enorme quantità di peso che la struttura “portante” dell’edificio deve sopportare. In particolare, mi riferisco al tetto. Durante un evento sismico tutti questi carichi passano da una situazione “statica” ad una “dinamica” in modo repentino ed è questo che ne favorisce il crollo. La problematica principale della villetta del sismologo Frediani costruita circa sessanta anni fa,  era quella innanzitutto di legare le quattro pareti costruite in epoche diverse e con materiali differenti.  Quindi, per rendere l’edificio dinamico, capace di assorbire il sisma, abbiamo dovuto costruire un cordolo all’altezza del solaio e lo abbiamo fissato alla muratura verticale, ovvero alle pareti, con tondini di acciaio e collante chimico. Poi abbiamo realizzato ex novo  una struttura  in acciaio per  la copertura. Questo ha permesso di  alleggerire il tetto.

    Ma nel dettaglio  quali sono state le fasi principali della ristrutturazione antisismica? Volendo mantenere nel locale sottotetto, un vano fruibile, si è pensato di modificare la struttura come da classica capanna con le falde a pendenza diversa, ad una copertura mista a capanna e a padiglione, questo ultimo fatto dovuto anche ad esigenze urbanistiche. Per realizzare il progetto occorreva un materiale leggero, maneggevole, coibentante e facilmente sagomabile proprio considerando la forma della copertura. L’abbinamento che abbiamo scelto è stato tra acciaio pannelli autoportanti ardesiati. In questo modo si è evitato di aggiungere  le  tegole che sono pesanti  e durante il sisma diventano pericolose. Le travi, invece, sono state collegate tramite idonee piastre di distribuzione ad un cordolo in calcestruzzo armato in modo da scaricare il peso di tutta la struttura sulla sottostante muratura.  E’ fondamentale sottolineare che durante tutta la durata del cantiere, non è stato demolito il solaio e questo ha permesso a coloro che vi abitavano di non lasciare mai la villetta.

    Con questo metodo di quanto è riuscito ad alleggerire il tetto? Di circa due terzi. In sostanza, con il metodo classico,  il solaio in laterocemento e calcestruzzo avrebbe avuto un peso medio per metro quadrato di circa 290 chilogrammi  mentre con il metodo antisismico abbiamo ridotto il peso a 100 kg per metro quadrato.

    Oggi,  quanto può costare un intervento come quello appena descritto? Calcolando  una superficie di circa 90-100 metri quadrati, realizzare una ristrutturazione antisismica,  può costare da 20 e 30 mila euro circa.

    Ed è possibile intervenire con altrettanta facilità anche negli appartamenti? E con che costi? Negli appartamenti è più impegnativo anche perché il progettista deve necessariamente verificare e analizzare tutta la struttura portante dell’edificio e poi intervenire eventualmente sulla singola unità. Ma ad esempio l’istallazione di una catena che serve per collegare ovvero tenere unite, le due facciate opposte di un palazzo il costo può variare dagli 800 ai 1.200 euro a seconda della  dimensione. Anche questo è un intervento antisismico, certamente minimo, ma pur sempre funzionale.

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  • Sconti del 50% - Sconti del 55%

    Approfittate delle detrazioni fiscali concesse dal Governo … 

    … per ristrutturare il vostro appartamento attualmente e’ in vigore l’agevolazione  fiscale che vi permette di recuperare il 50% della Vs spesa in 10 anni. Il tetto massimo e’ stato fissato a € 92.000,00 IVA interamente al 10% compresa.

    È un’opportunita’ da non perdere visto che la data di scadenza e’ stata fissata per il 30 Giugno 2013.

    … per sostituire le vostre finestre attualmente e’ in vigore l’agevolazione  fiscale che vi permette di recuperare il 55% della Vs spesa in 10 anni. Se avete una pratica D.I.A. o C.I.L. aperta per lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria potrete avere l’IVA completamente al 10%, mentre senza queste pratiche avrete un’IVA mista un parte al 10% e una parte al 21%.

    È un’opportunita’ da non perdere ma da prendere al volo visto che la data di scadenza e’ stata fissata per il 31 Dicembre 2012.

    Per informazioni o per preventivi non esitate a chiamarci.

    Un saluto da Enrico Gubellini. Responsabile della Ciaccio Casa Srl.

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  • L'impianto del Gas

    Il gas piu’ utilizzato in Italia per il riscaldamento delle nostre case e’ il metano: un gas naturale che nella combustione non emette scorie e quindi non inquina l’ambiente.

    Il metano e’ distribuito ai centri cittadini attraverso gasdotti per poi diramarsi in un articolo e capillare sistema di singole utenze.

    In Italia il metano e’ l’unico gas impiegato: lo affianca anche il GPL, un gas allo stato liquido, risultante essenzialmente dalla miscela di propano butano.

    Il rischio piu’ grave per gli ambienti in cui e’ stato installato un apparecchio a gas e’ la fuoriuscita di monossido di carbonio, che uccide anche in piccolissime quantita’. Il monosodio si produce quando avviene una combustione in assenza o in scarsa presenza di ossigeno. Il monosidio di carbonio, se inalato, e’ letale per le cellule umane.

    Sicurezza dell’impianto del Gas

    La sicurezza dell’impianto a gas e’ oggetto della legge 46/90 in base alla quale il tecnico che si occupa dell’installazione deve rilasciare la dichiarazione di conformita’ dell’impianto alle direttive della legge.

    L’impianto domestico puo’ essere di due tipi: collegato direttamente alla rete fissa oppure alimentato da bombole (solo GPL). In entrambi sistemi l’utente deve rispettare comportamenti idonei a non incorrere in gravi rischi.

    Fate attenzione se vi assentate da casa per periodi lunghi.

    Chiudete gli interruttori dell’impianto.

    Non lasciate mai sul fuoco a lungo pentole con acqua in ebollizione: il rischio e’ che il liquido trasbordi, spenga la fiamma e il gas continui a fuoriuscire senza la combustione. In commercio esistono sistemi di cottura che bloccano l’erogazione del gas se si interrompe la combustione.

    Un’ultima nota per la sicurezza della vostra casa e’ quella di controllare periodicamente la buona condizione del tubo che collega l’impianto di cottura al rubinetto del gas. Ogni 40cm il tubo deve riportare le caratteristiche dello stesso, chi lo ha fabricato, ma sopratutto la data di scadenza.

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